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Elettrodi Basici saldatura ACCIAIO DOLCE (Ferro)


Elettrodi Basici Esab

Ci sono 4 prodotti nella categoria Elettrodi Basici saldatura ACCIAIO DOLCE (Ferro).
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Elettrodi basici per saldatura

La saldatrice può essere considerata come il motore della saldatura, quindi senza di essa il processo non è possibile. Gli elettrodi invece rappresentano quel componente fondamentale che consente alla potenza della saldatrice di potersi trasferire sul metallo, e dunque di terminare quelle che sono le nostre creazioni.

Sotto il profilo tecnico l'elettrodo è il componente attraverso cui si crea l'arco elettrico che, alzando la temperatura del metallo, rende di fatto possibile l'unione dei due pezzi. Con questi presupposti, nelle prossime righe cercheremo di capirne di più sugli elettrodi basici per saldatura.

Saldatura ad elettrodo

La saldatura ad elettrodo è sicuramente la più diffusa. Questo grazie alla trasportabilità degli accessori indispensabili per praticarla, ma anche grazie ad un prezzo particolarmente accessibile. Come suggerisce il nome stesso dunque, la saldatura avviene utilizzando un elettrodo, a differenza della saldatura a MIG che ricorre al gas.

La saldatura ad elettrodo non è certamente una novità, dal momento che risale ai primi del '900, solamente che in origine l'elettrodo non era rivestito. Questo particolare aspetto causava un'ossidazione molto rapida, e di conseguenza un risultato poco efficace. Con il passare del tempo e l'evoluzione tecnologica però, le cose sono cambiate.

Si è arrivati dunque alla conclusione che applicando un rivestimento di materiale antiossidante all'elettrodo, si poteva effettuare un lavoro qualitativamente superiore, ma soprattutto duraturo nel tempo. L'elettrodo quindi viene attaccato ad una pinza, a sua volta collegata alla saldatrice. La saldatura avviene nel momento in cui si genera l'arco di corrente.

L'arco di corrente, che avviene quando si avvicina l'elettrodo al materiale da saldare, fa fondere quest'ultimo, il rivestimento e l'anima dello stesso elettrodo. Nella saldatura classica con elettrodo, questo componente oltre a trasmette l'elettricità necessaria, fornirà anche il materiale di apporto per la saldatura stessa.

Come facilmente intuibile dunque, l'argomento degli elettrodi è particolarmente complesso, molto più di quello che la parola potrebbe indurre a pensare. Questo perché il componente ha una duplice funzione, ovvero quella "fisica" di condurre elettricità, ma anche quella di apportare materiale durante la saldatura. Ora entreremo nel dettaglio vedendo le differenze tra le varie tipologie di elettrodi.

Elettrodi: tipologie

Le tipologie di elettrodi Esab più diffuse sono ben quattro: rutilici, cellulosici, in acciaio e basici. Il quarto tipo è quello che andremo ad approfondire maggiormente. Ad ogni modo, esiste un metodo che ti aiuterà a capire quale elettrodo utilizzare sulla base del materiale della lavorazione.

Innanzitutto devi sapere che gli elettrodi hanno una classificazione.

Quella più utilizzata è di origine americana, e per identificarla è stata utilizzata la sigla AWS. Potresti trovare però anche altre sigle, a seconda degli standard a cui l'elettrodo fa riferimento: EN, europeo; JIS, giapponese; UK, britannico; DIN, tedesco. La codifica AWS è composta da una E (elettrodo) e da un codice a 4 cifre.

Le prime due cifre indicano la resistenza alla trazione, che in questo caso viene indicata in libbre per pollice quadrato. La terza cifra invece, serve per indicare in quali posizioni potrà essere montato l'elettrodo: 1 significa che può essere montato in qualsiasi posizione; 2 significa che può essere montato solamente orizzontale o ad angolo.


Di seguito alcuni esempi:

• Elettrodo rutile: E6013.

• Elettrodo basico: E7018.

• Cellulosico: E6011.

Infine troviamo l'ultima cifra, che potrà assumere 9 differenti valori. Questi fanno riferimento alla corrente con cui l'elettrodo potrà essere utilizzato, se alternata o continua (o entrambe), in base al tipo stesso di elettrodo. La tabella completa di riferimento per la corrente necessaria è la seguente:

0. Per elettrodi cellulosici a polarità negativa, corrente continua.

1. Per elettrodi a polarità positiva, corrente continua o alternata.

2. Per elettrodi a polarità negativa, corrente continua o alternata.

3. Per elettrodi rutilici, corrente continua o alternata.

4. Per elettrodi rutilici ad alta efficienza, corrente continua o alternata.

5. Per elettrodi basici, corrente continua.

6. Per elettrodi basici, corrente continua o alternata.

7. Per elettrodi specifici per ossido di ferro ad alta efficienza, continua o alternata.

8. Per elettrodi basici ad alta efficienza, corrente continua o alternata.

Per quanto riguarda i prezzi degli elettrodi basici, la sigla non è chiaramente l'unico parametro da considerare, e comunque il costo può variare anche in base alle offerte. Ad ogni modo, molto importante è il diametro di dell'elettrodo. Solitamente le saldatrici domestiche o semi professionali permettono l'utilizzo di elettrodi con una diametro compreso tra 1,6 e 4 mm. Dobbiamo precisare comunque che quest'ultima tipologia potrebbe mettere in crisi l'impianto elettrico di casa, a causa dell'alto amperaggio richiesto per creare l'arco di corrente.

Il rivestimento degli elettrodi

Dal punto di vista del rivestimento, possiamo differenziare gli elettrodi in due tipologie differenti, ovvero rutili e basici:

  • Elettrodi con rivestimento rutile. Questa è la tipologia più diffusa sul mercato, grazie alla notevole semplicità di utilizzo. A differenziarli dagli altri infatti, troviamo il fatto che siano particolarmente scorrevoli, silenziosi e che si spengono e si riaccendono molto facilmente. Questa caratteristica li rende chiaramente idonei anche ai saldatori alle prime armi. I materiali indicati per l'utilizzo di questo tipo di elettrodo sono gli acciai da costruzione o da carpentiere. Mostrano però un grande limite: la tenuta meccanica del deposito non è assicurata.
  • Elettrodi basici. La saldatura fatta con questa tipologia di elettrodi, ha uno standard qualitativo decisamente superiore. Uno degli impieghi ideali di questa tipologia di elettrodo, riguarda le saldature degli acciai molto sollecitati, grazie al rendimento del 110%. L'unico limite in questo caso è nella manualità del saldatore, visto che gli elettrodi basici sono più difficili da saldare, e occorrerà di conseguenza più esperienza per ottenere un risultato perfetto.

Per quanto concerne dunque la scelta tra basico e rutilico, dovrai tenere presente che i secondi si prestano molto bene alla saldatura di materiali sottili, e che il cordone lasciato ha un bell'aspetto. Il loro principale difetto è dunque quello di produrre saldature meno efficaci e resistenti. Dal canto loro gli elettrodi basici ti consentiranno una saldatura molto resistente, ma per utilizzarli correttamente dovrai avere una buona esperienza.

Elettrodi con rivestimento basico

Il rivestimento basico degli elettrodi è in ossido di ferro, ferroleghe e carbonati di calcio e magnesio. Aggiungendo il fluoruro di calcio, si otterrà la fluorite. Per utilizzare questo tipo di elettrodo, si usa la corrente DC a polarità invertita. Le caratteristiche principali sono dunque un arco instabile, per via proprio della fluorite, nonché un bagno poco fluido.

Questo tipo di rivestimento è indicato per effettuare saldature di qualità, che abbiano proprietà meccaniche eccellenti. Il rivestimento basico sopporta anche temperature di essiccazione elevate. Gli elettrodi di questo tipo si utilizzano per saldature in posizione, quindi verticali e sopratesta.

Essendo igroscopici, gli elettrodi basici dovrebbero essere preventivamente lasciati seccare prima di essere utilizzati. Di seguito ricapitoliamo le principali caratteristiche:

• Pulizia ottima del materiale.

• Apporto molto ridotto di idrogeno.

• Bagno freddo.

• Arco non stabile.

• Scoria di difficile rimozione e di difficile rimozione.

• Innesco difficile.

• Generatori DC.

• Conservazione difficile.

• Idonei anche ai grossi spessori.

• Velocità di deposito molto elevata.

• Saldature ottime sotto il profilo meccanico, anche con materiali non perfettamente puri.

TIG ed elettrodi in tungsteno

Per completezza d'informazioni, dobbiamo fare riferimento anche alla saldatura TIG e agli elettrodi in tungsteno. Il materiale su cui lavorerai in questo caso, non risentirà dell'apporto di altro materiale fornito dall'elettrodo. In altre parole, l'elettrodo in tungsteno non si consuma, dal momento che ha come unico compito quello di trasferire elettricità.

Questa tipologia di elettrodi è disponibile con diametri compresi tra gli 0,25 e i 6,4 mm. I due valori estremi non sono pensati però per un utilizzo domestico bensì professionale, di conseguenza le saldatrici domestiche spesso non li supportano nemmeno. L'utilizzo di questi elettrodi viene spesso fatto appoggiando il polo positivo sul pezzo.

Al contrario, appoggiare il polo negativo sul pezzo è sicuramente più stabile, anche se viene fornita meno energia. Questa metodologia viene utilizzata per saldare metalli leggeri, soprattutto l'alluminio, che risulta il materiale più saldato con la tecnologia TIG. Un'ulteriore caratteristica degli elettrodi in tungsteno è che quando vengono utilizzati, riguarda l'utilizzo con il polo positivo sul pezzo.

In questo caso gli elettrodi dovranno essere affilati all'estremità che andrà a contatto con il pezzo da saldare, andando a creare un cono con un altezza di una volta e mezza del diametro dell'elettrodo stesso. In altre parole, se l'elettrodo avesse un diametro di 2 mm, il cono della punta sarà alto 3 millimetri, così da permettere al tungsteno una trasmissione migliore degli elettroni.

Nel caso della polarità invertita invece, dovrai mantenere l'elettrodo piatto, così da evitare di alzare inutilmente l'amperaggio. Ad ogni modo, nella saldatura TIG, essendo l'elettrodo in tungsteno, questo non potrà fondere, quindi se avrai bisogno di materiale di apporto, dovrai aggiungerlo da fonti esterne, attraverso l'utilizzo di barre da apporto.

Le barre da apporto sono delle barrette metalliche. disponibili in quasi qualsiasi negozio di articoli per il fai da te, e che sono appunto ideate per apportare materiale a quello che è il bagno di fusione.

Elettrodi basici per saldatura: in conclusione

A questo punto la panoramica sulle principali tipologie di elettrodi è completa. Per quanto riguarda quelli basici dunque, in conclusione possiamo dire che rispetto agli altri hanno una maggiore resistenza, motivo per cui viene usato per saldare acciai speciali. Un esempio tra i più classici di utilizzo è quello dei cantieri navali, dove chiaramente le saldature effettuate devono essere di qualità altissima. L'elettrodo basico offre inoltre il vantaggio di poter essere impiegato in qualsiasi posizione, a patto però che ci sia una certa esperienza con le saldature.



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