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Puntatrice


Puntatrice a resistenza e accessori

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Saldatrice a punti: ideale per lamiera e carrozzeria

La saldatrice, se ben impiegata, garantisce lavori performanti e di qualità. Di saldatrici ne esistono varie categorie e vengono impiegate in diversi settori professionali, come la carrozzeria automobilistica, l'impresa siderurgica o la cantieristica in generale. Durante il processo é opportuno utilizzare i DPI previsti, al fine di preservare la propria salute, in quanto nel processo che porta alla fusione viene sprigionata una luce che è molto dannosa per la vista e occorre quindi proteggersi con una maschera. Ma non è solo questa la pericolosità, in quanto i metalli si surriscaldano fortemente e vengono prodotti fumi e materiali di scarto dannosi per il nostro organismo. Per questo oltre alla maschera è bene indossare anche una mascherina protettiva per le vie aeree e dei guanti.

Saldatrice a punti

Tra i vari metodi di saldatura, uno efficiente ed in grado di realizzare risultati persistenti e performanti è la saldatrice a punti. Quest'ultima non fonde il metallo per interezza, durante il processo di unione, ma cuce a punti. Una tecnica ideale per unire due elementi o due lastre una sull'altra, con uno spessore variabile da 4 a 10 millimetri. Di vitale importanza per ottenere un'unione performante, è quello di saldare insieme due materiali uguali o che comunque presentino lo stesso punto di fusione, in quanto diversamente il punto di unione potrebbe rompersi o non essere resistente. Alcune attrezzature consentono di unire insieme anche 4 lastre sovrapposte una sull'altra anche se normalmente l'operazione é ideale per due soli elementi.

Peculiarità e caratteristiche della saldatrice a punti

A differenza della saldatura ad arco, quella a punti sprigiona un calore molto meno forte, in quanto utilizza un sistema a resistenza. Grazie al suo circuito elettrico, applica il calore esclusivamente nei punti dove occorre effettuare la saldatura.

La saldatrice ad arco, durante il suo funzionamento, crea un ponte, detto arco voltaico, molto simile ad una fiamma che si sprigiona tra l'elettrodo e la superficie metallica. Questa combustione rende liquidi i metalli nel punto scaldato e successivamente, con il raffreddamento, si ottiene un unico pezzo.

La saldatura a resistenza invece scalda solo i punti interessati fino a quando le due lastre non si saldano perfettamente. Si tratta quindi di una fusione mirata ad un determinato punto. Per il suo utilizzo pratico devono essere impiegati due elettrodi, costituiti da due bracci in rame, ai quali sono fissati sopra la loro estremità due punzoni che premono sul punto da saldare sia nella parte inferiore che superiore.

Il calore che viene creato durante l'accensione della saldatrice a resistenza, é localizzato e proporzionale alla resistenza fisica del metallo. Effettuando questa operazione, viene quindi liquefatta solo una piccola porzione, cioè quella che si trova tra i due elettrodi.

Il processo di fusione, a differenza della saldatrice ad arco comincia dall'interno e si propaga verso l'esterno, procedendo in direzione dei punzoni frapposti tra il materiale metallico.

La macchina quando rileva che è avvenuta completamente la fusione, provvede a raffreddare gli elettrodi. Compiendo questa operazione si ottiene il punto di saldatura.

Naturalmente per ottenere il risultato voluto occorre preventivamente sovrapporre le lastre metalliche e prepararle prima di procedere al posizionamento degli elettrodi, diversamente le due parti potrebbero non unirsi o avere una resistenza minore.

Per preparare le parti da saldare, occorre rimuovere tutte le tracce di vernice e ruggine, altrimenti la saldatura a punti rischia di riempirsi di aria e non avere un effetto duraturo. Viene quindi consigliata una sabbiatura o una pulitura persistente con carta vetrata, al fine di ottenere una superficie liscia, omogenea e priva di impurità. Anche tra le due parti non vi devono essere frammenti di materiali o detriti, quindi è consigliabile lavorare in un ambiente pulito e asciutto. Solo dopo aver preparato i pezzi, occorre fissarli in modo tale che abbiano un contatto molto forte, a questo punto è possibile posizionare i due elettrodi. Prima di iniziare a saldare occorre impostare i parametri di saldatura che tengano in considerazione delle proprietà del metallo. Effettuate tali operazioni è possibile iniziare ad utilizzare la saldatrice a punti, spostando gli elettrodi solo dopo che si sono raffreddate e solidificate le due parti fuse in un tutt'uno. Il flusso di corrente deve essere utilizzato solo per il tempo necessario ad ottenere la fusione, il periodo temporale varia in relazione allo spessore del materiale, ma normalmente il processo dura al massimo 2 secondi.

Quale saldatrice a punti acquistare, guida alla scelta

Tra le prime caratteristiche da prendere in considerazione quando si vuole acquistare una saldatrice a punti, sicuramente è la potenza che è in grado di produrre e il suo assorbimento, cioè quando la resistenza raggiunge il suo massimo potenziale. Tale parametro deve essere regolato in base allo spessore delle lastre, che è direttamente proporzionale alla sua potenza, tramite l'amperometro. Un errato parametraggio dell'intensità, può causare la foratura del materiale se è troppo forte o non saldare le due componenti da unire se troppo debole. Più è potente la saldatrice a punti, maggiore è lo spessore saldabile. Per quanto riguarda i modelli meno potenti, ideali per gli hobbisti o il fai da te, lo spessore massimo arriva tra i 2 ed i 4 mm, quelle professionali invece possono raggiungere anche gli 8-10 millimetri.

Una saldatura a punti è ben identificabile, in quanto a differenza della saldatura ad arco che lascia il cordone di unione dei due materiali, invece quella a punti rende visibili solo delle piccole ammaccature nel punto dove avviene la fusione. La forma del punto di saldatura, è relazionata soprattutto dal tempo di riscaldamento degli elettrodi e dalla velocità di raffreddamento del canale liquefatto. Occorre quindi dividere le puntatrici in 2 categorie, quelle portatili, meno potenti ma dagli ingombri molto ridotti, e quelle professionali da officina, in grado di saldare anche spessori molto importanti.

Saldatrici a punti portatili e da officina

Le puntatrici portatili, si rendono ideali per effettuare saldature su 2 lastre con uno spessore massimo di 2 millimetri. Grazie alle loro piccole dimensioni, possono essere utilizzate anche in ambienti esterni, con l'ausilio di un generatore. Hanno lo svantaggio però di avere tempi di raffreddamento lunghi, in quanto gli elettrodi sono privi di circuito di raffreddamento, oltre che per la minor potenza sprigionata.

Per quanto riguarda invece le saldatrici per carrozzeria a punti, chiamate anche fisse, sono ingombranti e difficili da spostare, ma soddisfano requisiti decisamente migliori. Con un'attrezzatura fissa, è possibile saldare fino a 4 lastre sovrapposte, con uno spessore massimo pari a 10 millimetri. La loro capacità di sviluppare calore è decisamente più forte rispetto alle portatili e gli elettrodi sono dotati di un circuito di raffreddamento ad acqua che rende molto più veloce il processo di saldatura.

Con queste tipologie di puntatrice è possibile lasciare segni meno evidenti e consentire un periodo di lavoro decisamente più lungo. Anche la forza di serraggio degli elettrodi sulle parti metalliche risulta molto più resistente, in quanto viene utilizzato un sistema idraulico molto più forte e performante. Veramente importante è l'utilizzo di metalli con lo stesso punto di fusione, al fine di ottenere una saldatura omogenea e resistente. Se si effettua una saldatura con metalli con punti di fusione differenti, quello che fonderà prima non consentirà la miscela dei metalli liquidi. Per i materiali speciali come gli acciai e l'alluminio é preferibile utilizzare una saldatrice elettrica da officina, in quanto spesso hanno la possibilità di discriminare più funzioni e di regolare in maniera ottimale la pressione degli elettrodi con estrema precisione. Se si é alle prime armi si consiglia di esercitarsi su materiali che richiedono un grado di precisione minore, come per esempio il ferro. Per i materiali più difficili da saldare è consigliabile utilizzare scarti e consultare un manuale tecnico per la regolazione della strumentazione.

I parametri fondamentali da valutare quando si effettua la scelta della saldatrice a punti, sono il ciclo di lavoro, la tensione e la potenza. Generalmente la tensione della saldatrice elettrica portatile è pari a 230V, quindi è possibile impiegarle anche in ambienti domestici, invece quelle professionali arrivano a 400V, per questo tipo di tensione occorre affidarsi a linee di conduzione elettrica industriali. La linea trifase solitamente si trova in laboratori specializzati che richiedono un determinato quantitativo di voltaggio. Anche le spine di collegamento sono totalmente differenti. Il ciclo di lavoro, il quale è strettamente correlato con l'amperaggio, permette di valutare i tempi di utilizzo e di raffreddamento, i quali sono strettamente correlati con la velocità di finalizzazione del lavoro.

Utilizzi, impieghi e tipologie di saldatrice a punti

Tra gli utilizzi principali della puntatrice elettrica, troviamo i lavori di carrozzeria, in quanto consente di puntare con facilità pezzi di lamiera e rendere più agevole il lavoro anche in parti più complesse dove con la saldatrice ad arco voltaico il lavoro risulterebbe molto più complesso. Questa puntatrice elettrica è ottima anche per le saldature di lamiere e cancelli, in quanto consente con facilità di fissare più blocchi anche multistrato.

In commercio i prezzi variano da una base di circa 100 euro fino ad arrivare a migliaia di euro a seconda dell'uso che necessita l'apparecchiatura. Sicuramente per iniziare ad approcciarsi alla saldatura, è bene acquistare una puntatrice elettrica portatile in modo tale da poter apprendere al meglio le tecniche di saldatura. Se invece si è già professionisti del settore e l'utilizzo non è più occasionale ma quotidiano, allora é consigliabile l'acquisto di un'apparecchiatura da officina.

Ogni saldatrice elettrica contiene informazioni sul prodotto e sull'utilizzo sicuro, é sempre bene leggere attentamente tutte le specifiche tecniche e di utilizzo, al fine di effettuare fin da subito un lavoro sicuro e performante.

Non dimenticare di indossare i DPI prescritti per l'utilizzo delle saldatrici, in quanto indispensabili per lavorare in sicurezza e serenità.

La saldatrice a punti è quindi uno di quegli strumenti che non deve mai mancare in officina, in quanto se ben utilizzata, è in grado assicurare lavori precisi, puliti e senza intoppi al suo utilizzatore. Consigliate anche per i professionisti, in quanto grazie alle sue potenzialità, se acquistato un prodotto professionale, consente di effettuare saldature importanti praticando meno sforzo fisico ed ottenendo risultati molto più performanti di altre tipologie di saldatrici in commercio.



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